mercoledì 20 gennaio 2016

L'ultimo dei Nobraino - 01 - Esca viva


Guardo due cani che s'inculano
penso che quello dietro specula
quello mi guarda e fa un inchino
madre! mi sudo sangue gelido

Smettila, ti renderai ridicola
padre tuo figlio ormai è adultero
lesbica con il pene di plastica
madre raccontami una favola

C'era un'esca nel mare
di squali e di altri pesci carnivori
che sapeva come fare
a restare viva, viva, vivissima...

Vendita lo sai che vai a ruba
acquisto diritti sui sinistri
negra tu sei madre natura
troia! dai spiegami la Storia

C'era un'esca nel mare
di squali e di altri pesci carnivori
che sapeva come fare
a restare viva, viva, vivissima...

Combatti rimani viva vincere
provaci a far la spiritosa
confessa qualcuno non ha messo
a fuoco le regole del gioco

Resta viva e vedrai
che gli squali non sono più cannibali
resta viva resta qua
prima che sia troppo tardi

L'ultimo dei Nobraino - 02 - Lo scrittore


Ti scrivo ettolitri di endecasillabi
pensarti tutta quanta è quel che un uomo vuole,
e a furia di desiderarti, di descrivere le parti del tuo corpo
m'hai ridotto a uno scrittore

Son bella un rudere, la barba pizzica,
questa camicia se ne andrebbe volentieri in tintoria da sola,
se potesse, lo farei io ma non posso,
non adesso che ho da scrivere di te

Serve l'amore
per scrivere miliardi di poesie
piene di rose e di tutte quelle altre smancerie
analfabetiche rime senza originalità

Serve l'amore a rendermi ridicolo per te ...

E suonano alla porta, sì, ma non mi importa,
squocerò la pasta, brucero' il caffè
voglio stare qui a crearti a disegnarti ad affogarti
nell'inchiostro delle rime e dei cliché.

Mi metto in posa là sulla mia scrivania
e con la punta della penna con grandeur,
ma è una biro da due soldi
di una cassa di risparmio che è fallita proprio qualche giorno fa

Serve l'amore
per scrivere miliardi di idiozie
piene di rose e di tutte quelle altre smancerie
analfabetiche rime senza originalità

Serve l'amore a rendere creativo pure me ...

L'ultimo dei Nobraino - 03 - Bigamionista


Lui le amava entrambe, una per la testa, l'altra per le gambe.
Una solo divertente, l'altra bella non diceva niente,
però in due, prese tutt'e due, eran la perfezione.

Lui era un camionista, lei una cameriera, l'altra una barista.
Una al porto di Marsiglia, l'altra lungo il fiume di Siviglia
e tra un croissant e leche nel caffè, le fece innamorare.

Quella ch'era in Francia dopo qualche mese mise su la pancia
e quella ch'era in Spagna pure lei rimase pregna
e tutte e due gli dissero cosi: "Tu mi dovrai sposare!"

Due mogli, una famiglia, la sua doppia vita su tremila miglia.
Se diceva: "Amore, parto" all'altra: "Sto tornando, tienti forte!"
oppure: "Ciao, non rimanere in pena" all'altra: "Tornerò per cena".

Passa così indenne milioni di chilometri, quasi tre decenni
e furono felici anche con i Natali alterni
e tuttavia spese una follia tra regali e ferie ...

Ma arrivò il momento pur inevitabile del pensionamento
e all'ultima consegna sul confine con la Spagna
si fermò per l'ultimo caffè al bar della frontiera,
e non vide più nessuna delle due mai più da quella sera,
galeotto fu quell'ultimo caffè ... scappò con la cassiera!

L'ultimo dei Nobraino - 04 - Un'altra ancora


Ora che ti parlo senza farti cadere,
Ora che ho capito con chi faccio l'amore,
Io con te potrei ... dormire ...

Ora che ho capito tutto quanto di te
Ora che mi piace tutto quanto di te
Puoi andartene ... per la tua strada ...

Io troverò un'altra ancora tutta da scoprire ...
Così ...
Io troverò un fiore ancora tutto da fiorire ...

Ora che ho imparato ad incontrarti qui in giro
Ora che ti orienti se mi togli il respiro
So resisterti ... bambina ...

Proprio adesso che potrei restarti vicino
Senza preoccuparmene, senza guardare
Adesso che potrei ... ti lascio andare

Io troverò un altra ancora tutta da scoprire ...
così ...
Io troverò un fiore ancora tutto da fiorire ...

L'ultimo dei Nobraino - 05 - Michè


C'ero anch'io quella notte in cui hanno ammazzato Michè
quella notte in prigione non potevo dormire perché
da quella cella veniva un lamento le ultime grida di un uomo che poi
come suicida fu sepolto e pianto per amore di Marì

Ma io ch'ero la
vi racconto la storia che so
Michele no,no Michele non si suicidò

Vi posso giurar
che la corda sul collo a Michè
fu stretta ma non per mano della gravità

Era buio e il silenzio fu rotto dal ritmo che fa
qualche paio di passi che marcia nell'oscurità
si sentì sbattere forte la cella
rumori sordi bestemmie a metà
strattonamenti e gli sputi di rabbia
di chi sa chi morirà

Ma io ch'ero la
vi racconto la storia che so
Michele no,no michele non si suicidò

Vi posso giurar
che la corda sul collo a Michè
fu stretta ma non per mano della gravità

"Quando hanno aperto la cella era già tardi perché
con una corda sul collo freddo pendeva Michè
tutte le volte che un gallo sento cantar penserò
a quella notte in prigione che nel silenzio passò"

L'ultimo dei Nobraino - 06 - Via Zamboni


Se penso a lei, ricordo lei, cercare fumo in via Zamboni
comprare pure dei pop corn e qualche birra dal pakistan

Se penso a lei, ricordo noi, tra piazze, portici e portoni
nelle notti gialle e blu, il buio vivo tra i lampioni

Se penso a lei, ricordo lei, vestita come una stracciona
a difendersi nei bar, dalle avances degli ubriaconi

E allora via, scappare via, le nostre ronde sui vialoni
sedili rotti, impianto a gas, però lo stereo che funziona

Arriva la polizia, dal finestrino butto via
la libertà di farmi i cazzi miei
Non abbiam fatto niente
che fosse più che divertente
cose che anche adesso rifarei

Se penso a lei, ricordo noi, le nostre corse alla stazione
perdere treni ogni weekend, i nostri giochi di parole

Mi mancherai, se fai così, prendi la mira col cannone
parole sante e verità, nessuno sente l'esplosione

Arriva la polizia, dal finestrino butto via
la libertà di farmi i cazzi miei
Non abbiam fatto niente
che fosse più che divertente
cose che anche adesso rifarei

Ma arriva la polizia
dal finestrino butto via
la libertà di farmi i cazzi miei
Non abbiam fatto niente
che fosse più che divertente
cose che anche adesso rifarei

L'ultimo dei Nobraino - 07 - Sotto al letto


Fa venire il mal di mare la sua bella camminata e
è lo sguardo singolare che mi scioglie anche il gelato
è la moglie di Carmelo l'ambulante con il chiosco
che è tornato e per un pelo non mi trova lì al suo posto

Sdraiato sotto al letto vi vedo solo i tacchi
è già dieci minuti che sono qua giù
lui urla come un matto, mi cerca dappertutto
dice che vuol darmi ciò che merito

Ma della sua riconoscenza-za-za
posso pure farne senza-za-za
posso pure farne senza-za-za
posso pure farne senza-za-za-za

C'è sulla tavoletta, c'è una mia sigaretta
ci sono troppi indizi non sospetta più
ora lo sa che sono lì da qualche parte
mi ha condannato a morte
dice che vuol darmi ciò che merito

Ma della sua riconoscenza-za-za
posso pure farne senza-za-za
posso pure farne senza-za-za
posso pure farne senza-za-za-za

Ma ci son due mocassini messi la sotto una tenda
li ha notati l'assassino
sembro io che mi nascondo
ci si butta come un pazzo
finalmente mi ha scoperto
ma vola fuori dal terrazzo
c'era la finestra aperta

Io che da sotto al letto avevo visto tutto
mi son precipitato per tirarlo su
non lo avessi mai fatto
lui stava a penzoloni attaccato al cornicione
gli ho dato la mia mano, mi ha tirato giù

Ma della sua riconoscenza-za-za
io potevo farne senza-za-za
io potevo farne senza-za-za
io potevo farne

della sua riconoscenza-za-za
io potevo farne senza-za-za
io potevo farne senza-za-za
io potevo farne
io potevo farne senza!